Co working o coworking: qual è la corretta grafia?

Nuovi modi di svolgere la propria attività lavorativa si stanno diffondendo sempre più capillarmente in tutto il mondo e nel nostro Paese.
Il coworking è il più famoso di questi modelli innovativi. I lavoratori autonomi o i freelancer ne avranno certamente già sentito parlare. In questo articolo spiegheremo in modo approfondito di che cosa si tratta e risolveremo i principali dubbi collegati a questa tematica, a partire dalla corretta grafia del nome: si dice “co working” o “coworking”?

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Co working o coworking?

Innanzitutto, soffermiamoci prima di tutto sulla corretta grafia.
“Co working”, “co-working” e “coworking”.
Il pubblico italiano ha accolto questo termine inglese (statunitense, dal momento che il luogo d’origine di questa pratica è San Francisco, in California) in diverse versioni.

In inglese il termine è codificato in maniera più rigida, con la preferenza per la grafia unita, “coworking”.
“Co working” non viene solitamente utilizzato, se non nella versione con il trattino: “co-working”.
Tuttavia, nemmeno quest’ultima versione è apprezzata. La dicitura “co-working”, secondo alcuni, indicherebbe una cosa diversa da quella univerbata.
Infatti, mentre “coworking” indicherebbe la pratica di lavorare condividendo gli spazi con altri lavoratori che non sono legati alla stessa azienda, la versione staccata “co-working” si riferirebbe piuttosto alla forma tradizionale del lavorare insieme, quella che prevede la condivisione del luogo di lavoro solo con colleghi della stessa impresa.

Facendo una ricerca su internet, in un motore di ricerca italiano, possiamo trovare di tutto: coworking, co working, co-working. L’italiano in questo si dimostra molto meno rigido rispetto all’inglese, probabilmente perché nella nostra lingua non è possibile confusione: il concetto a cui si rimanda è sempre lo stesso.
La versione da preferire, comunque, è quella univerbata: coworking.

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Co working cos’è?

Come anticipato che sia scritto “co working”, “co-working”, o “coworking”, in italiano ha un significato univoco.
Di che cosa si parla quindi, quando utilizziamo questo temine?

Il coworking è un nuovo modo di pensare la propria attività lavorativa, in particolare per i liberi professionisti o per i lavoratori del digitale.
Questi lavoratori, la cui storia è di frequente legata alla nascita e alla diffusione delle professioni digitali, vivono molto spesso una condizione molto diversa rispetto a quella del lavoro in ufficio come siamo abituati a pensarlo.
Essere un lavoratore freelance, infatti, può essere fonte di grande libertà: si lavora ovunque si possa utilizzare un computer portatile e collegarsi a una connessione internet.
La gestione degli spazi e dei tempi può essere fatta in autonomia, decidendo dove e quando lavorare.
Molti lavorano da casa o addirittura dalle caffetterie dotate di connessione wi-fi.

Oggi il cosiddetto smart-working è diffuso notevolmente e in modo molto accelerato, come misura di sicurezza per proteggere la cittadinanza dalla situazione di emergenza sanitaria. Se molti hanno scoperto di apprezzare moltissimo questa novità, tante persone si sono trovate anche ad affrontare delle difficoltà che ai lavoratori freelance e ai professionisti erano già ben note.

Questa libertà presenta infatti anche dei lati negativi:

  • Lavorando da casa, molti faticano a trovare la giusta concentrazione: l’ambiente domestico è pieno di distrazioni, rumori e preoccupazioni dai quali non si riesce a isolarsi durante il lavoro. Ciò è vero in particolare se non si dispone in casa di uno spazio separato adibito a studio.
  • La difficoltà a separare fisicamente vita privata e vita lavorativa può essere fonte di forte stress. Il rischio è quello non sapere quando fermarsi, lavorando moltissime ore e tralasciando il riposo e le proprie passioni.
  • È comune anche sentire la mancanza dei contatti sociali che si creano normalmente sul posto di lavoro. Alla lunga, l’autonomia, per alcuni, può tradursi in un senso di solitudine. Da un punto di vista pratico, diventa più difficile il confronto e lo scambio di opinioni. C’è anche chi si concentra meglio in un ambiente dedicato al lavoro e in compagnia di altri lavoratori.
  • La propria abitazione può essere uno spazio inadeguato all’incontro con i clienti. Anche qualora si disponesse di uno spazio apposito per l’attività lavorativa quotidiana, potrebbe mancare la possibilità di accogliere i clienti, i partner commerciali, i fornitori.

Il coworking (co working, o co-working) si configura proprio come una soluzione a questi problemi.
Il senso principale è quello della condivisione di uno spazio. A questo pensano le strutture che forniscono aree ufficio attrezzate per coworking, in particolare i business center. Il contratto di coworking che viene sviluppato tra la struttura e il lavoratore comprende tutta una serie di servizi, che sono parte integrante del contratto e lo distinguono da un semplice contratto di locazione.

  • Affitto scrivania. L’utilizzatore dispone di una postazione di lavoro in un ambiente condiviso (solitamente un open space, ma ci sono anche possibilità di uffici condivisi e privati). La postazione è completa di tutto il necessario per lavorare.
  • Connessione internet. Compreso nel canone di coworking c’è ovviamente una connessione wi-fi, indispensabile per qualsiasi professione.
  • Utenze. Il costo di luce, acqua, riscaldamento e aria condizionata e tassa sui rifiuti è sempre compreso nel prezzo complessivo. Il lavoratore, quindi, non deve preoccuparsi di nulla se non del proprio lavoro.
  • Servizio di pulizia degli ambienti.
  • Servizio segreteria. Si occuperà dell’accoglienza e dell’indirizzamento dei clienti, gestirà le telefonare e smisterà la corrispondenza.
  • Area relax. Un servizio molto comune è quello dell’area ristoro, dove concedersi una pausa caffè e dove scambiare qualche parola con gli altri lavoratori.

Coworking, quindi, significa lavorare insieme a molti lavoratori provenienti da svariate esperienze e che dispongono delle più diverse competenze. Questo modo di lavorare presenta come vantaggi principali:

  • Possibilità di fare networking, ampliando le proprie relazioni, sviluppando collaborazioni, scambiandosi idee, aiuto, opinioni.
  • Un ufficio, ma senza gli oneri di un ufficio. Vengono forniti tutti i servizi di un ufficio, ma ci si emancipa dalle preoccupazioni della gestione vera e propria, come il pagamento delle utenze.
  • Contenimento dei costi. Tutti i servizi di cui abbiamo parlato sono erogati dietro pagamento di una cifra molto ridotta, specie se confrontata con i canoni delle locazioni tradizionali degli uffici.
  • Flessibilità. I contratti di coworking possono essere giornalieri, settimanali, mensili. La soluzione è molto meno vincolante di un affitto e la si può tarare sulle proprie necessità del momento.
  • Si dispone, in modo molto economico, di un ambiente autorevole per gli incontri di lavoro.

Tutti questi motivi rendono il coworking un fenomeno estremamente interessante e sempre più in crescita a livello mondiale.